Cena veneta

Da quando vivo fuori casa, succede molto spesso che alla fine della settimana si decida con gli amici di ritrovarsi dopo le fatiche per far festa tutti assieme e raccontarsi la settimana; come se non avessimo già commentato le notizie più importanti della settimana già via whatsapp.

Di solito a metà settimana si decide il menu della serata, a volte viene deciso un paese o un ingrediente e lo chef (il sottoscritto) deve decidere a seconda di quello che c’è in frigo cosa fare: primo o secondo, contorno sempre presente.

I piatti sono sempre apprezzati anche se l’occhio più critico è sempre quello dello chef.

Fatto sta che in un fredda serata di inizio febbraio, si decide il tema della serata: cena veneta.

Tutti gli astanti annuiscono e alzano i pollici: “decidi tu belva”, “Inizialmente chiedevo cosa ci fai oggi, adesso chiedo solo, c’è da mangiare?”.

Quando pensi al Veneto vengono sempre in mente i soliti piatti: Salame, soppressa, polenta, formaggio asiago, cotechino, bolliti misti.

Io ho deciso però di fare una ricetta povera, il “fegato alla veneziana”. Quand’ero piccolo (si parla ormai del 1998/1999) si faceva due volte l’anno, quando si macellava il maiale a novembre e quando si portava al macello il bovino da carne a febbraio / marzo, quando le serate erano ancora fredde.
Da qui comincio: Cipolla (quella che volete due volte la carne), sale, pepe, un bicchiere buono di vino rosso, e fegato meglio di vitello al massimo di manzo. NO FEGATO DI MAIALE. A caratteri cubitali, perché risulterebbe ai “neofiti” delle frattaglie troppo amaro.

Non uso olio, a causa della dieta, però ci potrebbe stare per far stufare la cipolla. Fatta appassire la cipolla (salata e pepata) si aggiunge il fegato, si sala e di pepa anche la carne, si irrora con tutto il vino si alza il fuoco al massimo e si lascia ridurre. 1 minuto di orologio, si aggiunge mezza tazza di acqua e si chiude il coperchio per 15 minuti.
Alla fine si salta come una pasta il fegato amalgamandolo con le cipolle che si sono caramellizzate.

Servito con insalatina fatta con: radicchio di treviso fresco (tardivo no spadone), noci, e pezzi di arancia.
Nessuno si aspettava venisse un piatto così buono.
Enjoy
Belva

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